Cronaca
Dopo la truffa dello specchietto, ecco la “truffa dell’Iban”: fatture modificate per incassare il denaro
martedì 16 ottobre 2018
Quattro i casi registrati  dall’inizio  dell’anno ai danni di commercianti e imprenditori.

I carabinieri di Fasano al termine dell’attività d’indagine scaturita dalla denuncia sporta da un imprenditore del luogo, hanno denunciato in stato di libertà un 36enne di Napoli per il reato di truffa. L'indagato, con precedenti penali, dopo aver intercettato informaticamente  la email con la fattura emessa dall’imprenditore e destinata ad un’attività commerciale della città  a pagamento di alcuni materiali edili, l’ha modificata inserendo le proprie coordinate bancarie e ricevendo un pagamento non dovuto di 10mila euro.  I truffatori riescono dunque ad inserirsi nelle transazioni commerciali tra i due reali interessati, intercettano la mail con la fattura sostituiscono il codice iban del beneficiario con il proprio e rimangono in attesa del bonifico. A questo punto non rimane altro che incassare indebitamente prelevando i soldi e sparire. E’ quasi impossibile che la vittima possa accorgersi  del cambio del codice iban. Il suggerimento che viene dato è di verificare che l’iban indicato sia effettivamente quello del creditore, si tratta di un dettaglio che molte volte non si guarda e può costare caro. Altro consiglio è di inviare  la fattura tramite posta elettronica certificata. Potenzialmente tutti coloro che effettuano transazioni, imprenditori, commercianti sono   esposti  a questa tipologia di truffa.

Nella zona di Fasano di questi raggiri se ne sono verificati già 4 quasi tutti a danno di operatori commerciali.